di Giuseppe Longo

“Fiato alle trombe!”, avrebbe detto l’indimenticabile Mike. Ma oggi, più prosaicamente, possiamo dire: “Mano ai coltelli!”, per tagliare la “gubana più grande del mondo” con cui Cividale dà il benvenuto al nuovo anno. Come già annunciato, compie infatti 18 anni, e quindi è “maggiorenne”, il Capodanno della città longobarda con protagonista il dolce tradizionale di Cividale e delle Valli del Natisone in formato “extra large”. Domani, primo gennaio 2026, alle cinque del pomeriggio, quando già cala la sera, sotto la loggia municipale che si apre anche sul Caffé San Marco, organizzatore dell’originale evento assieme al Circolo culturale Corno, farà dunque bella mostra di sè il magnifico dolce preparato dal gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che proprio di fronte allo storico locale, in largo Boiani, ha aperto da qualche anno un’elegante e gettonata pasticceria.


Il dolce sarà poi tagliato a porzioni e offerto in degustazione a tutti coloro che vorranno unirsi alla festa. Il brindisi beneagurante sarà garantito, invece, dalle bollicine di Ribolla gialla offerte dall’azienda vitivinicola Scarbolo di Spessa. L’evento – riferiscono con orgoglio e riconoscenza gli organizzatori – avrà per la prima volta il patrocinio ufficiale del Comune di Cividale del Friuli, segno del rilievo turistico raggiunto da questa iniziativa sospesa soltanto nei due anni della pandemia.
Lo scorso Capodanno la gubana pesava 53 chili e furono oltre 500 le persone accorse ad ammirarla e assaggiarla. Va ricordato che il compianto Berto Blasutig, titolare del vicino Forno Cattarossi, era stato l’artefice dei primi 15 anni dell’iniziativa, macinando innarrestabili pesate record che “lievitavano” di anno in anno. Dopo la sua scomparsa, il testimone è passato al rinomato gubanificio valligiano che ha consentito di mantenere vivo questo bellissimo evento volto a valorizzare il dolce tipico di quest’area del Friuli orientale. Fondamentale il supporto del Caffè San Marco e dell’azienda vitivinicola Scarbolo, accanto al coordinamento del Circolo culturale della vicina Corno di Rosazzo, guidato da Sergio Paroni, per il recupero di questa tradizione divenuta, appunto, “maggiorenne”. E che fino all’anno in cui è scoppiato il Covid – era il 2020, come tutti ricorderanno – faceva il paio con il concorso internazionale che vedeva la gubana friulana gareggiare con altri dolci italiani o delle nazioni contermini in appassionanti sfide, nelle quali i produttori valligiani erano sempre i grandi protagonisti. Un concorso che era divenuto felicemente una tradizione e che purtroppo la pandemia ha interrotto. Ma che sarebbe più che opportuno poterlo recuperare e rilanciare, anche per la valenza promozionale che l’iniziativa aveva assunto a beneficio appunto della gubana di Cividale e delle Valli del Natisone. Molti – anche chi scrive – lo ricordano con nostalgia e sarebbero più che felici se venisse reintrodotto. I promotori della “gubana più grande del mondo” potrebbero farci un pensierino…

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In copertina, la “gubana gigante 2026” pronta per essere infornata alla Dorbolò di San Pietro al Natisone; all’interno, le bollicine di Ribolla gialla dell’azienda vitivinicola Scarbolo di Spessa.

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